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Poco tempo fa, ho letto un post su Facebook, dove una mamma rivendicava il diritto di poter essere se stessa di fronte ad altre mamme che, per natura, convinzioni, pensieri, pregiudizi sono banalmente diverse da lei.

Post stracondiviso su Facebook. Mamme che pubblicavano il post con commenti del tipo: “E adesso care mamme, leggetevi questo, non rompetemi più le palle”. “E’ il caso che ci debba essere un po’ più di solidarietà tra le mamme”. “Leggete e diventate sensibili mamme”.

Perplessa. Parlavo poco fa con una mia cara amica e, mentre ci confrontavamo, ascoltandola, riflettevo.

Partiamo dal presupposto che siamo noi e assolutamente noi, come mamme, come donne, come papà, come esseri umani a farci condizionare da quello che dicono le altre persone. Che, si sa, esprimono il loro semplice punto di vista. E’ un po’ come quando eravamo piccoli e pensavamo che quello che dicevano i nostri genitori corrispondesse alla realtà delle cose. Crescendo poi, abbiamo capito che quello era semplicemente il loro punto di vista.

Non c’è scritto da nessuna parte che una mamma che io non conosco debba essere comprensiva con me. Non c’è scritto da nessuna parte che un’altra mamma debba placare la mia ansia legata ad una febbre, ad un sintomo o a qualsiasi altro dubbio. Non esiste che un’altra mamma debba aver avuto la mia stessa esperienza, che, in caso contrario, è un’esperienza sbagliata. E che noi la tacciamo come tale.

Anche quello che scrivo io, in questo momento, è il mio semplice punto di vista. Che può essere condiviso, contestato, apprezzato, odiato. Rimane sempre il mio punto di vista.

Ecco qualche piccola strategia, testata sulla mia pelle, che ci potrebbe consentire di ridurre al minimo l’ansia o comunque il senso di inadeguatezza legato alle altre mamme.

  1. Non è scritto da nessuna parte che noi dobbiamo essere amiche di tutte le mamme che conosciamo, solo perchè mamme come noi. Esistono le stesse regole di sintonia, di empatia, di condivisione, di antipatia, di fastidio che esistono con le altre persone. Avviciniamoci solo alle persone che sentiamo vicine e compatibili con noi. Non può che nascere una bella amicizia.
  2. Non è scritto da nessuna parte che le altre mamme devono aver avuto le nostre esperienze di vita. Ogni percorso è una storia a sè. Ogni esperienza è e deve essere frutto del nostro libero arbitrio, del nostro modo di pensare e di vedere le cose. Mai mai mai fare qualcosa che possa andare contro il nostro modo di essere. Prima o poi ne pagheremo le conseguenze.
  3. Mai mai pensare che un’altra mamma che conosciamo poco e niente, debba essere per forza comprensiva con noi. Ma scusate dove sta scritto??? Non sono gli altri che si devono prendere cura di noi, soprattutto gli estranei. La cura di noi stessi è un’arte che dobbiamo imparare noi. Per noi.
  4. Se siete persone ansiose, sensibili, suscettibili, toglietevi da qualsiasi forma di gruppo Facebook, Watsapp o qualsivoglia, sia nato per un confronto tra mamme. Ogni persona porta la sua esperienza, con le sue angosce, le sue ansie, senza alcun tipo di filtro. Anzi, se ci avete fatto caso (l’esperienza del parto insegna, dove qualsiasi mamma ti racconta il suo parto senza filtro appena inizia a vedere che sei al termine), le persone tendono a raccontare le esperienze negative. Vuoi che si devono sfogare, vuoi che si devono confrontare. Vuoi che sono stronze e basta. Non è davvero necessario sapere come ha partorito un’altra persona o come affronta la bronchite del figlio. Esiste il pediatra. Figura ormai sconosciuta.
  5. Affidatevi alle amiche, alle sorelle, alle mamme e anche in quel caso a persone di cui vi fidate. Mai ad estranee che, giustamente non hanno alcun interesse a rassicurarvi.
  6. Affidatevi al pediatra e se non vi fidate, cambiatelo. Non cercate diagnosi su Internet o sui gruppi delle mamme. E’ come cercare i sintomi che si hanno in rete. Prima o poi la parola cancro uscirà.
  7. Ognuna di noi giudica. Ogni essere umano lo fa. C’è chi lo fa più apertamente e chi più velatamente. Nessuna mamma è migliore di un’altra. Ognuna fa quello che può, con le sue preoccupazioni e le sue ansie. Lasciate perdere chi vi giudica, è il suo punto di vista e non ha nulla a che vedere con la vostra vita. Lasciatelo nel suo brodo insomma. Inoltre, anche noi potremmo stare sulle palle a qualcuna perchè si è sentita giudicata da noi.
  8. Mai sfogarsi con una mamma che non si conosce. Non fa che aumentare il nostro livello di ansia. Perchè è molto probabile che avrà opinioni diverse, impostazioni diverse. E non va condannata per questo.

Una cosa che mi aiuta tanto è pensare alle nostre nonne, bisnonne, alle mamme che sono vissute cinquanta, cento anni fa. Facevano. E non avevano gruppi su Facebook o su Watsapp.

E’ tutta una questione di punti di vista.

A presto,

LaCuky

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