Serata con gli amici, bimba dai nonni, premi che ce n’è per ben due tombole, mangiare che ce n’è per ben due anni, vino buono, musica, dolci, regali e luci.

I presupposti sono ottimi! Ogni anno si spera che il 31 dicembre si porti via tutto quello che c’è di vecchio, di stantio, di inutile, di brutto e di triste che l’anno appena trascorso ci ha fatto vivere. Ogni anno si spera che l’astrologo di turno ci abbia preso davvero. “Quest’anno è l’anno del Toro” ripeto ormai dal 1992. Balle!!!

La verità è che la serata è andata davvero bene. Io che di solito non ho mai avuto fortuna in nessun tipo di gioco, nella prima tombola (quella del 2015…e questo avrebbe già dovuto farmi riflettere), ho fatto ambo, quaterna, cinquina, tombolina, tombolone e tombolaccia e chi più ne ha più ne metta. In quella del 2016 nulla.

Abbiamo mangiato, riso, bevuto, ascoltato dell’ottima musica, brindato a mezzanotte, scattato selfies di gruppo, postato le foto sui social…

No no no…aspettate un attimo…brindato a mezzanotte?? In verità oggi abbiamo scoperto che la Rai, canale dove eravamo sintonizzati per il countdown (mannaggia a noi che non abbiamo messo su Canale 5 dalla D’Urso o chi per lei), ha segnalato la mezzanotte un minuto prima dell’ora reale. Non bastava un giorno in più, anche il minuto mi avete dovuto far pagare.

E anche questo avrebbe dovuto farmi riflettere. In realtà mi ha fatto riflettere proprio oggi, quando ho messo insieme tutti i pezzi.

Dopo la mezzanotte, nuova tombola. Questa volta su quattro cartelle, copro circa sei numeri.

Altro segnale su cui riflettere.

Festeggiamo intanto il compleanno di un’amica, con tanto di torta, sorpresa, luci spente. Vado a fumare l’ultima sigaretta. Entro in casa, mi stendo, e…mal di collo che quasi si blocca, che sale fin sulla testa e fortissimo senso di nausea.

Saluto tutti che non vedo l’ora di stendermi sul letto, arrivo in macchina e il dolore si fa insopportabile e con esso compaiono i sensi di colpa per aver abbandonato (uso volutamente questo termine, perchè io sentivo di avere abbandonato Giada) la bambina dai nonni, tanto che inizio a piangere mentre sorseggio un antidolorifico al posto del vino.

Arrivo a casa, mi fiondo a letto e dopo qualche ora mi prende un crampo al polpaccio destro che dura almeno un quarto d’ora, tanto che ovviamente sveglio mio marito per farmi tirare il muscolo (può un crampo durare un quarto d’ora???).

Stamattina mi sono preparata in trentadue secondi netti e sono corsa da mia figlia, come se non la vedessi da quindici anni. Come se l’avessi lasciata all’asilo e l’avessi ritrovata in prima superiore. Mi sembrava cambiata e cresciuta. “Buon anno amore mio. La mamma non ti lascerà mai più”. Come se l’avessi portata in guerra.

Morale: non cambia nulla. Anno nuovo vita nuova. Bugia!!!

Io rimango sempre la solita vecchia Elisa, piena di acciacchi, con un amore speciale per gli antidolorifici (santi santi santi subito!!) e soprattutto con un cuore di mamma gonfio d’amore e un po’ piagnone e con la consapevolezza che per più di due ore non lascerò mai più la mia bambina.

Cuore di mamma.

Ma cuore di mamma enorme.

Buon anno amici.

Elisa

 

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